Stagione 2016 – parte 2

Eccomi qua, ormai non potevo lasciare il racconto in sospeso…

Dopo la gara di Senigallia una settimana di recupero conclusa con la positiva gara di nuoto a Porto Cesareo era il momento di ripartire per preparare al meglio la seconda parte di stagione. Le prime due, tre settimane non sono state semplicissime, allenarsi da solo in piena estate, con il rammarico di aver dovuto rinunciare alla gara “obiettivo” non è davvero il massimo. In ogni caso con pazienza e dedizione ho iniziato a mettere fieno in cascina e dopo ferragosto sono andato a Predazzo a passare una settimana di allenamento in buona compagnia e con un clima più favorevole. Senza dubbio passare una settimana con altri atleti impegnati a preparare la seconda parte di stagione e coach Bucci mi ha ricaricato anche mentalmente, oltretutto le sensazioni ed i riscontri in allenamento sono stati positivi…

Subito rientrato da Predazzo, il 28 agosto ho gareggiato nell’aquathlon di Palese, vincendo.

La gara ancora una volta per decisione dei giudici si è disputata con la formula nuoto – corsa, in più, con un nuoto molto corto ed una corsa più che “abbondante”. La nuova conformazione di gara non mi favoriva affatto rispetto alla classica in quanto il mio avversario più pericolosa era lo spagnolo Francisco Pedrero, molto forte nella frazione podistica. Dopo un nuoto d’attacco dove ho condotto le operazioni sono uscito dalla T1 in seconda posizione senza prendere rischi visto il pavimento scivoloso ed ho preso la testa della gara al primo chilometro di corsa in maniera netta. Ho corso sempre con un po’ di margine controllando la rimonta dello spagnolo alle mie spalle che si è conclusa al quinto chilometro (si la gara doveva essere finita ma ne mancava ancora uno!), il momento decisivo è stato ai -500m dal traguardo quando su un tratto in leggera salita ho cambiato ritmo staccando nuovamente il mio avversario e vincendo davvero bene la gara.

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Il mio programma da qui alla fine di stagione avrebbe visto un paio di olimpici a settembre, la coppa crono a squadre a Riccione il 2 ottobre, poi ad ottobre, la finale del Grand Prix a Sapri e il triathlon olimpico di Sabaudia.

L’11 settembre a Sapri mi sono presentato in buona condizione anche se un po’ svuotato da un avvicinamento alla gara un po’ movimentato dal punto di vista personale.

Non ho fatto il mio miglior nuoto e sono uscito nel secondo gruppo, dopo una frazione in bici è stata abbastanza tirata siamo scesi in una quindicina alle spalle dei tre battistrada.

Con una frazione di corsa discreta ho portato a casa un ottavo posto con un po’ di rammarico per essere entrato in t2 in coda al gruppo, cosa che in una corsa finale con atleti di livello simile si paga.

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A due settimane dalla gara di Sapri, il 25 settembre mi sono presentato al via dell’olimpico di Ostia carico e fiducioso di poter far ancora meglio che a Sapri.

In acqua le sensazioni sono state di grande facilità, al giro di boa ho avuto anche la freddezza e la lucidità di riattaccare il chip alla caviglia che si era quasi sfilato e ripartire senza perdere il gruppetto, in tre hanno allungato anche se un paio erano probabilmente alla portata. La frazione ciclistica non è stata una passeggiata, per due giri sui quattro previsti abbiamo lavorato in  tre prima e poi in quattro. Purtroppo a metà frazione siamo stati riassorbiti da un gruppo molto folto di una quindicina di unità.

Scesi dalla bici un paio di atleti del gruppo hanno allungato subito, io ho preso la sesta posizione mantenendola fino ad un chilometro dall’arrivo quando ho avuto un piccolo cedimento che mi è costato un paio di posizioni. In conclusione di nuovo un ottavo posto, con una buona gara nel complesso ma anche con la sensazione di poter fare e raccogliere qualcosa in più.

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Il week end successivo sono andato a Riccione con la squadra per i campionati italiani sprint individuali e le gare a squadre della domenica.

Ho deciso di gareggiare solo nella crono a squadre della domenica ed ho assistito al sabato alla gara individuale un po’ cercando di immaginare in che situazione mi sarei trovato avessi deciso diversamente…

La domenica pomeriggio, dopo una lunga attesa, è arrivato anche il mio ed il nostro turno; con Michele Insalata e Marcello Roncone ho gareggiato nel triathlon sprint a cronometro.

Il nuoto è stato almeno per me molto facile avendo qualcosa in più rispetto ai miei compagni, nella frazione in bicicletta il grosso del lavoro se l’è sobbarcato Michele, purtroppo nei primi chilometri a causa di un problema alla mai scarpa destra abbiamo perso un po’ di tempo di troppo a metterci “in assetto”.

Di corsa l’anello debole sulla carta doveva essere Marcello reduce dallo stop per infortunio, tuttavia proprio lui ha forzato molto il secondo chilometro nel quale ho accusato un po’, con l’aiuto di Michele sono riuscito a riprendermi e insieme abbiamo condotto una buona frazione finale.

Il risultato è stato un quattordicesimo posto a poco più di un minuto dal quarto con ben dieci squadre in 60″, l’obiettivo era la top ten che abbiamo mancato di meno di 20″ tuttavia la prestazione non è stata da buttare…

Uscito dalla gara di Riccione ho avuto la miglior settimana di allenamento dell’anno, oltre che in acqua le buone sensazioni iniziavo ad averle anche negli allenamenti terrestri, ottime indicazioni in vista della finale del grand prix di Sapri del 15 ottobre, evento che aspettavo dall’uscita del calendario.

Come talvolta accade quando tutto sembra andare per il meglio la sfortuna ci mette lo zampino… Dal lunedì sera della settimana antecedente alla gara inizio ad avere strane sensazioni, il martedì mattina mi sveglio con mal di gola, il mercoledì è la volta della febbre, il giovedì anche peggio… Sono sul punto di rinunciare ma il venerdì mattina mi sveglio un po’ meglio dei giorni precedenti e decido di provarci ugualmente, quindi preparo borsone e materiale in fretta e furia e sono in viaggio verso Sapri dove trovo tra l’altro un clima estivo.

Dopo il briefing serale ceno molto presto e sono in stanza alle 20 perché ho davvero ancora bisogno di riposare ed ho ancora qualche linea di febbre.

Per me tutto questo è un po’ inusuale, aggiungiamoci anche un po’ di tensione e passo una notte nella quale dormo poco e male, il mattino seguente sono ancora debilitato ed indeciso ma alla fine decido di provarci.

Acqua a 20 gradi e nuoto senza muta in quanto i limiti per le gare elite sono più bassi delle normali gare rank. Faccio un buon riscaldamento poi mi copro aspettando la chiamata, mi schiero tra gli ultimi tra i 62 atleti al via scegliendo il lato interno alla traiettoria ottimale.

Riesco a partire abbastanza bene prendendo la scia di Ivan Risti con facilità, tengo la posizione per circa 200m poi a causa di qualche colpo perdo un po’ di terreno.

In un nuoto così tirato e con molti contatti fatico a riprendere il ritmo ogni volta, le energie sono poche e la sensazione di debolezza affiora subito. Uscito dall’acqua mi accorgo davvero di non averne, nella transizione perdo ancora terreno, i primi km in bici mi trovo in un gruppetto che alla fine si riaccoderà al secondo gruppo ma faccio fatica anche a stare in piedi e decido di fermarmi.

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Rientro a casa la sera stessa, c’è grande dispiacere ma d’altra parte la consapevolezza di averci provato e non aver lasciato nulla di intentato.

La settimana successiva spero in un recupero veloce ma le cose non vanno come sperato, faccio una corsa facile il martedì e una uscita in bici breve il mercoledì, in acqua riprendo con la squadra ma le sensazioni non sono delle migliori, un po’ di tosse e sensazioni di debolezza mi accompagnano per tutta la settimana.

Già iscritto da tempo decido di provarci ugualmente nell’olimpico di Sabaudia domenica 23 ottobre, gara che nelle precedenti edizioni mi ha visto sempre far bene. Ad accompagnarmi in questa trasferta ci sono i miei e anche se non semplice in fondo un po’ di speranza di rifarmi dalla delusione del week end precedente c’è. Oltre alla speranza c’è anche la consapevolezza che una gara su distanza olimpica dopo una decina di giorni in cattive condizioni di salute è sempre a rischio, purtroppo le cose non vanno come sperato e concludo la stagione con il secondo ritiro consecutivo.

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Non è bello finire così ma fa parte del gioco, probabilmente col senno di poi avrei potuto andare in offseason dalla settimana del grand prix o al più dal giorno dopo, io in ogni caso ci ho provato. Da una parte c’è la delusione, dall’altra c’è grande orgoglio, non è stata una stagione facile ma nonostante tutto sono riuscito a crescere molto ed a raccogliere anche qualche risultato, con un po’ di fortuna in più il raccolto sarebbe stato migliore ma è andata così.

Non so ancora cosa mi attenderà la prossima stagione, se avrò la possibilità e la voglia di raggiungere alcuni obiettivi.

Per questa stagione qualche ringraziamento occorre farlo, oltre alla mia società, l’otrètriathlonteam sempre attivissima, a trispecialist per il materiale messo a disposizione, a coach Bucci per la passione e la competenza, alla new fitness club di Domenico Carbonaro dove svolgo gli allenamenti in palestra, al gruppo agonisitico e master dell’Icos Fasano dove nuoto e alla mia famiglia su tutti.

 

Stagione 2016 – prima parte

Eccomi qua, in una domenica pomeriggio senza grandi programmi, a tornare a scrivere e ripercorrere quanto accaduto in questa stagione rivivendo un po’ di emozioni positive e negative.

Il mio 2016 è iniziato da mezzo infortunato a causa di un problema al piriforme e a tutta la catena muscolare che va dal quadrato dei lombi al bicipite femorale e polpaccio destro, infortunio procuratomi ad aprile 2015 e mai completamente risolto durante la stagione passata.

Dopo un inverno in cui ho lavorato bene nel nuoto tra aprile e maggio ho riscritto i miei personali nel nuoto in vasca su 400sl, 800sl e 1500sl mentre per quanto riguarda la bici e la corsa non c’è molto da dire, ho cercato di far qualcosa ma con molti limiti.

La prima uscita stagionale è stata il 15 maggio proprio nella gara di casa, il triathlon sprint di Monopoli. Ho forzato molto nel nuoto e fatto quanto potevo nelle frazioni successive conquistando un bel terzo posto a completare un podio tutto Otrè con Michele Insalata e Marcello Roncone.

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Dopo la gara di Monopoli molte indicazioni mi lasciavano ben sperare per il proseguio di stagione, il mio fastidioso problema fisico, grazie all’ottimo Vito Antonacci, fisioterapista e osteopata conosciuto su suggerimento del mio amico Leandro, era in via di risoluzione e ormai molto meno condizionante, la scelta era di preparare i campionati italiani assoluti di triathlon olimpico in programma a Caorle il 30 luglio.

La gara di Monopoli era anche la prima di un “tour de force” di tre domeniche consecutive di gara al quale non arrivavo preparatissimo ma non potevo mancare.

La seconda gara del trittico era l’aquathlon classico di Giovinazzo preceduta al sabato da un 1500 in vasca corta con annesso nuovo personale. La gara a causa dell’acqua ancora fredda si è svolta nella formula 1000m nuoto – 5km corsa, gareggiavo da favorito ma nello sport nulla va dato per scontato. Secondo all’uscita dal nuoto a breve distanza dal giovane Alessandro Grieco qualche giramento di testa forse dovuto all’acqua fredda mi faceva perdere tempo prezioso in zona cambio, ero così costretto a rincorrere il giovane Davide Quarta della Nest che uscito con me dal nuoto nel frattempo aveva preso il comando della gara. Grazie a concentrazione e nervi saldi al quarto km prendevo il comando della gara e al secondo cambio di ritmo mi ritrovavo solo in testa, all’arrivo regolavo per 6″ Quarta e 11″ Vito Perta forte podista che dalle retrovie risaliva forte, tornavo così a vincere una gara fitri dopo due anni e mezzo.

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La terza domenica era la volta dell’appuntamento clou per il triathlon pugliese, l’olimpico di Cala Ponte a Polignano a Mare.

Ho vissuto una settimana pregara nella quale ho davvero sentito l’evento in arrivo molto più del solito, è stata anche una settimana pregara ricca di incontri con l’arrivo di alcuni atleti stranieri ospiti con i quali ho condiviso anche qualche allenamento, compresa una bella tirata di collo il giovedì in piscina con Tyler (Mislawchuck) che due mesi e mezzo dopo sarebbe stato al via delle olimpiadi di Rio.

Ecco, la gara è stata molto dura, non sono riuscito a tenere il primo gruppo a nuoto e sono rimasto a metà strada con anche qualche problema di rotta durante il 1500. In bici sapevo che avrei sofferto data la mia scarsa autonomia, fino al mese precedente avevo la gamba bloccata dopo 1h di bici facile, così è stato… Sono rimasto attaccato alla gara più di testa che di gambe scendendo con il secondo gruppo dal quale erano usciti solo due atleti. Ho iniziato a correre già bello cotto su un percorso muscolarmente molto esigente, gestendo le forze al meglio sono riuscito ad arrivare senza “saltare” concludendo con un discreto 12esimo posto.

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Dopo la gara di Polignano ed settimana  dedicata per lo più al recupero con allenamenti abbastanza facili (ad eccezione del giovedì quando un amico in vacanza ha deciso di tirarmi il collo in bici), la successiva ho deciso di gareggiare a Capodimonte (VT) in un triathlon sprint di buon livello.

Ho fatto un buon nuoto uscendo nel primo gruppo, la bici si sviluppava su giro unico con andata per lo più in salita intervallata da una breve discesa con deviazione e ritorno dalla stessa strada. Nei primi km in bici è uscito dal gruppo il solo Buraccioni che ha fatto subito la differenza, quasi al termine del primo giro, sotto un diluvio che a tratti è stato grandinata, ho fatto un “lungo” in discesa perdendo insieme ad un altro atleta le ruote del gruppo, entrambi siamo stati riassorbiti dagli inseguitori a metà discesa. Corsa finale non brillantissima e alla fine un 14esimo posto, non male ma un po’ di rammarico perché la gara, fino a metà, era indirizzata molto bene.

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Dopo la gara di Capodimonte in  teoria mi avrebbe aspettato un mese di allenamento senza gare nel quale colmare alcune lacune della preparazione invernale e preparare la gara di Caorle, nel frattempo all’arrivo di Polignano a mare un “invito ad un lieto evento in data 29 luglio” metteva in crisi i miei piani sportivi…

Il mese di allenamento lo avrei fatto lo stesso ma la mia prima parte di stagione sarebbe terminata con lo sprint di Senigallia, vista la rinuncia al campionato italiano.

Nel mezzo una gara di nuoto di mezzo fondo a Otranto chiusa al sesto posto.

Arrivavo a Senigallia in buona condizione e fiducioso di poter fare bene in una gara dal campo partenti di ottimo livello. Ecco, avete presente quei week end in cui tutto gira storto, è stato uno di quelli. Piccole cose intendiamoci ma imprevisti anche nelle operazioni più semplici!

Sulla gara non tanto da dire, non ho tenuto il primo gruppo a nuoto, non era facile anche se non ci sono andato neanche tanto lontano, un problema ad una scarpa nei primi km in bici ed una mia ingenuità hanno fatto il resto, di corsa mi aspettavo sensazioni migliori ma niente, 28esimo e prima parte di stagione finita senza possibilità di riscatto immediato, o meglio, una si! Dopo una settimana di semi riposo un bel terzo assoluto nella 2km di nuoto a Porto Cesareo come primo allenamento in vista della seconda parte di stagione.

Due giorni di gara!

Torno ad aggiornare questo blog dopo un po’ di tempo. Come spesso capita quando le cose non vanno come sperato si scrive meno volentieri.
Dopo un buon lavoro svolto quasi fino a metà aprile con la stagione del triathlon ormai alle porte e riscontri positivi in fase di avvicinamento un mese con problemi fisici e di salute vari mi ha messo ko sia fisicamente che mentalmente. I primi appuntamenti programmati sono ovviamente saltati e la ripartenza è stata faticosa.
Sono rientrato in gara il 18 maggio in uno sprint a Monteparano con una condizione fisica ed anche mentale, faticando tanto e con sensazioni tutt’altro che positive.
Dopo 10 giorni di allenamento costante ho deciso di rimettermi in gioco in due gare consecutive a Porto Sant’Elpidio e Barletta, entrambe su distanza sprint.
La prima, nella giornata di sabato si è svolta con pioggia battente per buona parte e temperature dell’aria e dell’acqua tutt’altro che consone al periodo. Dopo qualche botta di troppo nella prima parte del nuoto e una t1 non impeccabile sono riuscito a fare una buona gara, bene in bici, aiutato dal percorso ciclistico abbastanza impegnativo e discreto di corsa su di un percorso filante e leggermente “abbondante”. Alla fine un quindicesimo posto in un contesto di buon livello, ma soprattutto finalmente le giuste sensazioni. Di tutto rispetto il vincitore, il mio neo compagno di squadra Gonzalo Tellechea, l’anno scorso in gara alle olimpiadi di Londra.

Il giorno successivo è stata la volta dello sprint di Barletta, rientrato a casa al sabato sera con bici e materiale di fango ho dedicato la domenica mattina alle operazioni di lavaggio e messa a punto del materiale. La gara si è svolta in condizioni meteo quasi ottimali con solo un po’ di vento a rendere il mare più ostile agli atleti. I percorsi non presentavano difficoltà altimetriche di nessun genere. Rinfrancato dalla prestazione del giorno precedente ho gareggiato con sicurezza e tranquillità. Dopo un giorno di muta le spalle erano piuttosto pesanti, ho nuotato comunque discretamente uscendo terzo dall’acqua e secondo dalla t1 purtroppo con un lievissimo gap dall’amico ed avversario Michele Insalata che si è involato in bici senza esser più raggiunto. Un po’ per ingenuità un po’ per eccesso di generosità ad inizio frazione sono stato sorpreso dall’attacco di Marco Infante rimanendo infilato mentre ero al vento. Conclusione bici generosa di inseguimento cercando allo stesso tempo di non farsi raggiungere dal gruppo inseguitore che diventava sempre più folto.  Uscito dalla t2 con poco margine sugli inseguitori e distacchi sensibili dai due davanti ho cercato una frazione di corsa aggressiva e trovandola… Ritmo sensibilmente superiore a quello tenuto il giorno prima che nonostante un quarto posto con distacchi limitati dal secondo e dal terzo mi lascia fiducioso per il proseguo di stagione. Di seguito qualche foto della gara.

 

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Prossimi appuntamenti triathlon olimpico di Vieste e triathlon olimpico internazionale di Bardolino in cui cercherò di fare del mio meglio e magari togliermi qualche soddisfazione…

Stagione alle porte

Eccoci qui, le fredde e buie giornate invernali pian piano stanno lasciando spazio a giornate più miti, la primavera è alle porte e per chi fa sport all’aria aperta questa è sempre una bella notizia. Nel frattempo nonostante freddo e intemperie, anche per chi vive al Sud e sul mare come me Gennaio e Febbraio sono mesi difficili, sono soddisfatto di quanto fatto fino ad ora, certo meglio senza una settimana di influenza e qualche week end piovoso ma tutto sommato sono cose che fanno parte del gioco…

Il focus soprattutto nei mesi invernali è stato quello di lavorare molto sul nuoto, nelle settimane di carico sono stato quasi sempre sopra i 20km settimanali e cercato anche di colmare alcune lacune tecniche, i risultati sono stati positivi ma c’è ancora tanto da lavorare. Ho approfittato dei regionali master per fare un test sugli 800 sl, peccato che per ragioni logistiche e tempistiche ci abbiano fatto gareggiare in due per corsia in corsie neanche tanto larghe, con partenze a 15″ ed ognuno su un lato. Risultato mi son trovato a nuotare attaccato alla corda rischiando frontali e urti in più occasioni. Crono 10’51”, avrei voluto e potuto fare meglio in altre condizioni, in ogni caso un crono dignitoso, terzo posto di categoria e sfida con i triathleti presenti vinta. Per la stagione sarà necessario salire ancora di livello e sto continuando a lavorare sodo sulla strada tracciata.

Poco più di una settimana fa ho anche esordito nella multidisciplina nella prima tappa del circuito duathlon a Scarperia del Mugello (un duathlon sprint con percorsi ricavati interamente nell’autodromo), quindi prima trasferta dell’anno resa possibile e logisticamente semplice grazie al supporto della nuova squadra (Los Tigres) ed in particolare di Marco Novelli ed Alessandro Caprili.
Prima gara importante del calendario nazionale, partecipazione oltre le 500 unità con tanti ottimi atleti al via. Percorsi impegnativi e tecnici, giornata fredda e ventosa, ultimo aspetto che mi ha messo in grossa difficoltà. Dopo una partenza un po’ defilato (non potendo stare davanti perché senza rank di duathlon) ho corso comunque un discreto 5000 (abbondante) a 3’26” al km, che visti i 41m di dislivello del giro non è neanche così male, agganciandomi in extremis ad un buon gruppo.
Dopo i primi due giri in bici, solitamente i più frenetici e impegnativi, al calare dell’andatura ho iniziato ad avvertire maggiormente il freddo, mi sono un po’ irrigidito nella guida del mezzo e in un tratto di discesa veloce e tecnico ho tirato un po’ troppo i freni rimanendo staccato dal folto gruppo e compromettendo irreparabilmente la gara.
Certo avrei preferito un esordio migliore ma avrò tempo e modo per rifarmi, una buona occasione sarà giusto tra due settimane nei campionati italiani di duathlon sprint a Romano di Lombardia.

Visti i tempi di pubblicazione dei calendari alcuni appuntamenti della stagione sono da definire e spero di arrivare ad un calendario gare al più presto.

 

Ultimo dell’anno, 2013 is coming!

Eccoci qui, ci siamo, un altro anno si chiude anche se il tempo in fondo si potrebbe misurare anche in sistemi diversi, di certo c’è solo l’alternarsi del giorno e della notte.

Al di là di questa riflessione, l’ultimo dell’anno è tempo di bilanci e buoni propositi per tutti. Tra alti e bassi io conservo tutto, errori ed esperienze poco positive, in fondo possono essere importanti lezioni, è fondamentale il nostro atteggiamento di fronte agli avvenimenti e alle persone, non è sempre facile ma bisogna cercare di vedere e prendere il “buono” di ogni esperienza.

L’ultima settimana mi ha visto in costante movimento tra allenamenti, amici e lavoro, è stata una bella settimana in cui ho passato molto tempo con mio fratello e i miei con ritmi meno frenetici dei soliti.

Ieri ho gareggiato insieme a mio fratello a Ruvo di Puglia in una 10 km che si è rivelata di 9.1km, per l’esattezza. Bella giornata di sole, bella città, percorso abbastanza impegnativo che non consentiva “temponi”.

Alla fine un bel ottavo posto assoluto su oltre 300 partenti con il tempo di 32’42” che visto il periodo e i soli due lavoretti dall’inzio della preparazione mi soddisfa pienamente e mi dà fiducia per la stagione che verrà.

Per l’anno prossimo tanti progetti e tanti obiettivi in cantiere, per adesso i sogni me li tengo nascosti nel cassetto e continuo a darmi da fare.

Auguro a tutti di avere la forza e la determinazione per inseguire i propri sogni e realizzare i propri obiettivi! Buon anno ragazzi!

…update della vigilia

Eccoci alla sera della vigilia, in attesa della cena butto giù due righe per aggiornare questo blog…

Si prevede la classica serata in famiglia con qualche amico, nulla di particolare, ma rispetto alla frenesia e alla routine quotidiana un prezioso momento da passare con le persone care.

Tutto scorre, sono passati una decina di giorni abbastanza pieni sotto tutti i punti di vista, ma essere impegnati, quando si riesce ad avere il giusto equilibrio e la giusta serenità è piacevole.

In gara, domenica scorsa, ho faticato da matti come previsto, in settimana però le sensazioni di corsa sono iniziate a tornare discrete.

Ieri invece ho partecipato ad un allenamento collettivo nella foresta di Mercadante organizzato dal prof. Mimmo Ruggieri, 1h 30′ di corsa tra i sentieri nel bosco con 40′ di variazioni brevi e medie in grande compagnia, eravamo ben 37 persone, niente male davvero…

I volumi di nuoto e corsa nel primo mese di preparazione sono stati buoni (49.6 km run e 22.5 km swim per settimana). Ho avuto la fortuna di allenarmi molto in compagnia e la cosa mi rende davvero felice. Da questa settimana riprendo a pedalare su strada dopo un paio di pedalate indoor davvero easy nella scorsa.

Si va formando un il bel gruppo di allenamento, cosa che, per chi come me ha iniziato allenandosi tanto da solo, ha un significato davvero importante.

Ciao! E…

Auguri per un sereno Natale!

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