Stagione 2016 – parte 2

Eccomi qua, ormai non potevo lasciare il racconto in sospeso…

Dopo la gara di Senigallia una settimana di recupero conclusa con la positiva gara di nuoto a Porto Cesareo era il momento di ripartire per preparare al meglio la seconda parte di stagione. Le prime due, tre settimane non sono state semplicissime, allenarsi da solo in piena estate, con il rammarico di aver dovuto rinunciare alla gara “obiettivo” non è davvero il massimo. In ogni caso con pazienza e dedizione ho iniziato a mettere fieno in cascina e dopo ferragosto sono andato a Predazzo a passare una settimana di allenamento in buona compagnia e con un clima più favorevole. Senza dubbio passare una settimana con altri atleti impegnati a preparare la seconda parte di stagione e coach Bucci mi ha ricaricato anche mentalmente, oltretutto le sensazioni ed i riscontri in allenamento sono stati positivi…

Subito rientrato da Predazzo, il 28 agosto ho gareggiato nell’aquathlon di Palese, vincendo.

La gara ancora una volta per decisione dei giudici si è disputata con la formula nuoto – corsa, in più, con un nuoto molto corto ed una corsa più che “abbondante”. La nuova conformazione di gara non mi favoriva affatto rispetto alla classica in quanto il mio avversario più pericolosa era lo spagnolo Francisco Pedrero, molto forte nella frazione podistica. Dopo un nuoto d’attacco dove ho condotto le operazioni sono uscito dalla T1 in seconda posizione senza prendere rischi visto il pavimento scivoloso ed ho preso la testa della gara al primo chilometro di corsa in maniera netta. Ho corso sempre con un po’ di margine controllando la rimonta dello spagnolo alle mie spalle che si è conclusa al quinto chilometro (si la gara doveva essere finita ma ne mancava ancora uno!), il momento decisivo è stato ai -500m dal traguardo quando su un tratto in leggera salita ho cambiato ritmo staccando nuovamente il mio avversario e vincendo davvero bene la gara.

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Il mio programma da qui alla fine di stagione avrebbe visto un paio di olimpici a settembre, la coppa crono a squadre a Riccione il 2 ottobre, poi ad ottobre, la finale del Grand Prix a Sapri e il triathlon olimpico di Sabaudia.

L’11 settembre a Sapri mi sono presentato in buona condizione anche se un po’ svuotato da un avvicinamento alla gara un po’ movimentato dal punto di vista personale.

Non ho fatto il mio miglior nuoto e sono uscito nel secondo gruppo, dopo una frazione in bici è stata abbastanza tirata siamo scesi in una quindicina alle spalle dei tre battistrada.

Con una frazione di corsa discreta ho portato a casa un ottavo posto con un po’ di rammarico per essere entrato in t2 in coda al gruppo, cosa che in una corsa finale con atleti di livello simile si paga.

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A due settimane dalla gara di Sapri, il 25 settembre mi sono presentato al via dell’olimpico di Ostia carico e fiducioso di poter far ancora meglio che a Sapri.

In acqua le sensazioni sono state di grande facilità, al giro di boa ho avuto anche la freddezza e la lucidità di riattaccare il chip alla caviglia che si era quasi sfilato e ripartire senza perdere il gruppetto, in tre hanno allungato anche se un paio erano probabilmente alla portata. La frazione ciclistica non è stata una passeggiata, per due giri sui quattro previsti abbiamo lavorato in  tre prima e poi in quattro. Purtroppo a metà frazione siamo stati riassorbiti da un gruppo molto folto di una quindicina di unità.

Scesi dalla bici un paio di atleti del gruppo hanno allungato subito, io ho preso la sesta posizione mantenendola fino ad un chilometro dall’arrivo quando ho avuto un piccolo cedimento che mi è costato un paio di posizioni. In conclusione di nuovo un ottavo posto, con una buona gara nel complesso ma anche con la sensazione di poter fare e raccogliere qualcosa in più.

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Il week end successivo sono andato a Riccione con la squadra per i campionati italiani sprint individuali e le gare a squadre della domenica.

Ho deciso di gareggiare solo nella crono a squadre della domenica ed ho assistito al sabato alla gara individuale un po’ cercando di immaginare in che situazione mi sarei trovato avessi deciso diversamente…

La domenica pomeriggio, dopo una lunga attesa, è arrivato anche il mio ed il nostro turno; con Michele Insalata e Marcello Roncone ho gareggiato nel triathlon sprint a cronometro.

Il nuoto è stato almeno per me molto facile avendo qualcosa in più rispetto ai miei compagni, nella frazione in bicicletta il grosso del lavoro se l’è sobbarcato Michele, purtroppo nei primi chilometri a causa di un problema alla mai scarpa destra abbiamo perso un po’ di tempo di troppo a metterci “in assetto”.

Di corsa l’anello debole sulla carta doveva essere Marcello reduce dallo stop per infortunio, tuttavia proprio lui ha forzato molto il secondo chilometro nel quale ho accusato un po’, con l’aiuto di Michele sono riuscito a riprendermi e insieme abbiamo condotto una buona frazione finale.

Il risultato è stato un quattordicesimo posto a poco più di un minuto dal quarto con ben dieci squadre in 60″, l’obiettivo era la top ten che abbiamo mancato di meno di 20″ tuttavia la prestazione non è stata da buttare…

Uscito dalla gara di Riccione ho avuto la miglior settimana di allenamento dell’anno, oltre che in acqua le buone sensazioni iniziavo ad averle anche negli allenamenti terrestri, ottime indicazioni in vista della finale del grand prix di Sapri del 15 ottobre, evento che aspettavo dall’uscita del calendario.

Come talvolta accade quando tutto sembra andare per il meglio la sfortuna ci mette lo zampino… Dal lunedì sera della settimana antecedente alla gara inizio ad avere strane sensazioni, il martedì mattina mi sveglio con mal di gola, il mercoledì è la volta della febbre, il giovedì anche peggio… Sono sul punto di rinunciare ma il venerdì mattina mi sveglio un po’ meglio dei giorni precedenti e decido di provarci ugualmente, quindi preparo borsone e materiale in fretta e furia e sono in viaggio verso Sapri dove trovo tra l’altro un clima estivo.

Dopo il briefing serale ceno molto presto e sono in stanza alle 20 perché ho davvero ancora bisogno di riposare ed ho ancora qualche linea di febbre.

Per me tutto questo è un po’ inusuale, aggiungiamoci anche un po’ di tensione e passo una notte nella quale dormo poco e male, il mattino seguente sono ancora debilitato ed indeciso ma alla fine decido di provarci.

Acqua a 20 gradi e nuoto senza muta in quanto i limiti per le gare elite sono più bassi delle normali gare rank. Faccio un buon riscaldamento poi mi copro aspettando la chiamata, mi schiero tra gli ultimi tra i 62 atleti al via scegliendo il lato interno alla traiettoria ottimale.

Riesco a partire abbastanza bene prendendo la scia di Ivan Risti con facilità, tengo la posizione per circa 200m poi a causa di qualche colpo perdo un po’ di terreno.

In un nuoto così tirato e con molti contatti fatico a riprendere il ritmo ogni volta, le energie sono poche e la sensazione di debolezza affiora subito. Uscito dall’acqua mi accorgo davvero di non averne, nella transizione perdo ancora terreno, i primi km in bici mi trovo in un gruppetto che alla fine si riaccoderà al secondo gruppo ma faccio fatica anche a stare in piedi e decido di fermarmi.

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Rientro a casa la sera stessa, c’è grande dispiacere ma d’altra parte la consapevolezza di averci provato e non aver lasciato nulla di intentato.

La settimana successiva spero in un recupero veloce ma le cose non vanno come sperato, faccio una corsa facile il martedì e una uscita in bici breve il mercoledì, in acqua riprendo con la squadra ma le sensazioni non sono delle migliori, un po’ di tosse e sensazioni di debolezza mi accompagnano per tutta la settimana.

Già iscritto da tempo decido di provarci ugualmente nell’olimpico di Sabaudia domenica 23 ottobre, gara che nelle precedenti edizioni mi ha visto sempre far bene. Ad accompagnarmi in questa trasferta ci sono i miei e anche se non semplice in fondo un po’ di speranza di rifarmi dalla delusione del week end precedente c’è. Oltre alla speranza c’è anche la consapevolezza che una gara su distanza olimpica dopo una decina di giorni in cattive condizioni di salute è sempre a rischio, purtroppo le cose non vanno come sperato e concludo la stagione con il secondo ritiro consecutivo.

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Non è bello finire così ma fa parte del gioco, probabilmente col senno di poi avrei potuto andare in offseason dalla settimana del grand prix o al più dal giorno dopo, io in ogni caso ci ho provato. Da una parte c’è la delusione, dall’altra c’è grande orgoglio, non è stata una stagione facile ma nonostante tutto sono riuscito a crescere molto ed a raccogliere anche qualche risultato, con un po’ di fortuna in più il raccolto sarebbe stato migliore ma è andata così.

Non so ancora cosa mi attenderà la prossima stagione, se avrò la possibilità e la voglia di raggiungere alcuni obiettivi.

Per questa stagione qualche ringraziamento occorre farlo, oltre alla mia società, l’otrètriathlonteam sempre attivissima, a trispecialist per il materiale messo a disposizione, a coach Bucci per la passione e la competenza, alla new fitness club di Domenico Carbonaro dove svolgo gli allenamenti in palestra, al gruppo agonisitico e master dell’Icos Fasano dove nuoto e alla mia famiglia su tutti.

 

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